Amantea

Costruito in parte in piano e in parte su un colle, con le mura che scendono a chiudere l'abitato fino al mare, il borgo ha origini incerte. Dopo un ruolo primario in epoca romana, accrebbe d'importanza con i bizantini. Nel 1806 resistette alla conquista dei francesi più di ogni altro centro calabrese.

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Le mura che cingevano l'abitato si elevavno fino al castello, di origine bizantino-normanna ma ampliato dagli Aragonesi nella seconda metà del XV secolo e rimaneggiato dagli spagnoli. La chiesa di San Bernardino, del 1436, mantiene numerosi elementi della primitiva struttura gotica e un campanile a pianta quadrata; l'edificio presentava una rara decorazione a piatti in ceramica di fattura arabo-siciliana, asportati e custoditi nel convento dei Minori Osservanti. All'interno sono conservate una Madonna con Bambino scolpita da Antonello Gagini in età giovanile (1505) e un'altra Madonna in marmo del XV secolo. Dal portico della prima metà del XV secolo, un portale del 1592 immette nell'oratorio della confraternita dei Nobili, che custodisce un presepe marmoreo seicentesco, ritenuto opera di Pietro Bernini, e due statue che raffigurano l'Annunciazione (1491), scolpite nel marmo da Francesco da Milano. A partire dalla bella frazione Còrica, un'ampia spiaggia, lidi attrezzati e un porticciolo turistico fanno di questo centro, l'ultimo paese a sud della Riviera dei Cedri, una frequentata meta per le vacanze estive.

Sapori di mare.

Sono una vera specialità le acciughe salate di Amantea, preparate nelle case e da qualche buona azienda, che vende anche in loco i prodotti ittici tipici di questa località. Il pesce appena pescato viene pulito e lavorato ancora con metodi artigianali. Particolarmente apprezzata la rosamarina, il novellame di sardina condito col peperoncino, salato e disposto nei tini perché raggiunga la giusta maturazione. Detto il caviale dei poveri, generalmente si spalma su fette di pane o tartine ma si accompagna con successo anche con la cipolla rossa tagliata a piccole fette e condita con olio extravergine d'oliva, oppure viene saltata in padella come rinforzo per condire primi piatti.

Scogli di Isca.

A circa 800 metri dalla costa di Amantea, i due isolotti che costituiscono la parte emersa dell'Oasi Blu Scogli di Isca del Wwf sono probabilmente ciò che resta delle misteriose isole Eutrides, citate da antichi geografi. Se all'apperenza sembrano soltanto due anonimi scogli circondati da acque ancora straordinariamente limpide, molte sono le sorprese che si presentano a chi si avvicina con un respiratore oppure semplicemente nuotando con maschera e boccaglio. I fondali dell'oasi, che a 25 metri si estendono per 60000 metri quadrati intorno ai due scogli, sono rappresentati da una scogliera sommersa e da un fondale sabbioso con vaste praterie di posidonia. Sotto la superficiedel mare si trova un piccolo "santuario" della natura marina, perché l'area ha un'elevata diversità di specie e rappresenta un importante sito di riproduzione e dispersione per molte di esse.

 
 
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