Borgia

Poco distante da Catanzaro Marina, sulla strada per Soverato ma nel territorio comunale di Borgia, è stato allestito un grande parco archeologico che racchiude buona parte dei resti della romana Scolacium e i ruderi della chiesa di S. Maria della Roccella. L'area del parco, immersa nel verde di ulivi secolari, era parte dei possedimenti di una nobile famiglia del luogo, che nel XIX secolo aveva rilevato il terreno e un'azienda per la produzione dell'olio. I contadini che lavoravano questa terra trovavano spesso antichi reperti che venivano poi conservati dalle famiglie proprietarie del fondo, ma le prime indagini archeologiche sistematiche iniziarono soltanto a metà degli anni '60 del Novecento.

Visita il Parco archeologico di Squillace ->

 

​S. Maria della Roccella.

I ruderi dell'antica chiesa, edificata dai normanni tra la fine dell'XI e la prima metà del XII secolo, emergono poderosi e suggestivi all'ingresso del parco. Comunemente chiamata Roccelletta, era annessa a un monastero, poi abbandonato per la malaria e le incursioni piratesche che infestavano la zona. La costruzione, distrutta dal terremoto del 1783, aveva una sola grande navata coperta da capriate lignee e illuminata da cinque ampie finestre per lato, transetto sopraelevato con triplice abside e cripta con volte a crociera; restano in piedi le alte mura in laterizio della navata, l'abside mediana e quella di sinistra. L'edificio, in stile romanico ma con chiare influenze bizantine, fu innalzato utilizzando in parte materiali romani di Scolacium, i cui resti occupano una vasta area nel vicino uliveto.

L'area del foro.

Ai piedi di una collina, una vasta area rettangolare, pavimentata in cotto con fasce biancastre in calcare, costituiva il cuore dell'abitato, centro politico ed economico della colonia romana. La grande piazza era circondata da un portico sotto il quale si apriva una serie di piccole tabernae quadrate, ristrutturate in età augustea e ancora oggi riconoscibili. Sul foro e lungo il decumanus maximus, pavimentato con lastre di granito locale, si affacciavano gli edifici più importanti: una costruzione con abside celebrativa del culto imperiale, la curia e, in posizione più elevata, il Capitolium. Di questo tempio, sede del culto principale della città, non resta che un angolo del podio, perché venne utilizzato già in epoca antica come cava di materiale per la costruzione di altri edifici.

L'area del teatro.

Sul pendio della collina sorgono i resti di un imponente teatro, capace di ospitare 3000 spettatori, le cui strutture più antiche risalgono alla tarda età repubblicana: si riconoscono frammenti della cavea in pietra, l'orchestra e la scena. Poco distante, incassata nelle pareti scoscese della collina, si scorge la grande sagoma ellittica dell'anfiteatro voluto da Nerva; individuato già alla fine del XIX secolo, non è mai stato sottoposto a campagne di scavo. Nell'area archeologica sono stati individuati anche resti di un acquedotto e di almeno tre impianti termali. Solo parzialmente indagate sono le due necropoli romane collocate lungo le vie di uscita della città: la prima, a nord-est, è formata da un nucleo di sepolture a cappuccina; la seconda a sud-est, attiva fino al III secolo d.C., è caratterizzata dalla presenza di numerosi mausolei disposti su più file.

Museo archeologico.

In una casa padronale della famiglia Mazza, cui apparteneva il fondo oggi diventato parco, è allestito un antiquarium dedicato all'esposizione del ricco materiale degli scavi, con iscrizioni, capitelli di parasta e altre membrature architettoniche, oltre a materiali ceramici e metallici provenienti dalle principali aree archeologiche dell'abitato. Notevoli soprattutto il ciclo di statue in marmo di togati rinvenute nell'area del foro, il ritratto di Germanico, nipote di Augusto, e un frammento del ritratto della moglie Agrippina Maggiore.

WLJ CAR.png
  • Facebook Icona sociale
  • Instagram

Offri un servizio turistico sulla costa ionica? Allora collaboriamo!

scrivimi a mario@welovejonio.com