San Marco Argentano

 Castrovìllari

In un'ampia conca ai piedi del monte Pollino, è un polo economico, commerciale e viario molto attivo, con due nuclei distinti: nel piano sono i quartieri più recenti, una regolare scacchiera di larghe strade disegnata attorno all'ampio e rettilineo corso Garibaldi, arteria principale del moderno abitato; al margine orientale del colle, in posizione isolata, sorge invece la Cìvita antica, un groviglio di strette vie sorvegliato da un severo castello. Reperti archeologici risalenti al Neolitico testimoniano la presenza dell'uomo in questo sito sin da tempi remoti. I greci e i romani vi ebbero loro insediamenti, e di questi ultimi rimangono resti di ville e abitazioni rurali. I primi abitanti avrebbero edificato un castello fortificato, dal quale sarebbe derivato l'antico nome di Castrum Villarum, divenuto presto una tappa importante nel tragitto della via Popilia.

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Centro storico.

Il rettilineo corso Garibaldi termina in largo Cavour, limite della città moderna, oltre al quale, completamente isolata dal resto dell'abitato, si apre la Cìvita, l'antico nucleo con vecchie case e improvvise terrazze panoramiche. Prendendo la destra di palazzo Cappelli, che chiude il corso, si giunge in breve al ponte della Catena, che nella sua conformazione rivela l'origine di accesso all'antica fortezza e indica il confine a nord dell'espansione quattrocentesca. Costruito sui ruderi di un più antico maniero nel 1490 per volere di Ferdinando I d'Aragona, il castello si presenta a pianta quadrilatera con torrioni angolari cilindrici: una lapide marmorea sopra il portale reca lo stemma degli Aragonesi e un'iscrizione relativa alla sua fondazione. Attualmente è adibito a carcere.

Museo civico archeologico.

Allestito presso il protoconvento francescano, custodisce reperti paleontologici e archeologici dal Paleolitico superiore al medioevo tra cui quelli provenienti dalla grotta del Romito di Papasìdero (resti umani e di bos primigenius), una rara fibula in bronzo di età barbarica con la raffigurazione di un cavallo, frammenti di una decorazione in stucco provenienti dalla basilic di Santa Maria del Castello e reperti della necropoli longobarda di Celimarro (VII secolo). Nel complesso è ospitata anche la ricca collezione Andrea Alfano, artista di Castrovìllari.

Chiesa di San Giuliano.

La chiesa, di orgine bizantino-normanna dell'XI secolo con l'annessione del vecchio tempietto ebraico della Giudecca. Nell'interno sono esposte opere d'arte del XVIII secolo, dipinti di Antonio Sarnelli e del calabrese Genesio Galtieri. Nell'annesso Museo d'Arte sacra, tra oggetti liturgici e argenterie, è conservata una Madonna Nera (Glykophiloùsa) proveniente dall'oratorio di S. Rocco, rara icona di pittore cretese dei primi anni del Seicento.

Chiesa di Santa Maria del Castello.

La storia di questa chiesa, che sorge su un isolato e panoramico colle, è raccontata nei pannelli marmorei di una fontana collocata nella piazza antistante: si narra che fu voluta dopo il ritrovamento di una sacra immagine durante i lavori per fortificare la cima del colle. Venne fondata nel 1090, ma della vecchia struttura normanna avanzano solo le fondamenta orientali, su cui si erge la chiesa attuale, rifatta nel 1769 secondo il gusto barocco del tempo. Sull'ingresso laterale destro, un prezioso bassorilievo in marmo attribuito a un allievo di Tino da Camaino raffigura la Madonna col Bambino e Dio Padre (XIV secolo). All'interno sono custodite due importanti opere di Pietro Negroni: una Madonna col Bambino in trono con i SS. Lorenzo e Barbara, tavola del 1552, e l'Assunzione della Vergine, pala dipinta nel 1560. Sull'altare di fronte all'ingresso laterale, un affresco realizzato tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo ritrae una Madonna col Bambino. Dalla pianata su cui sorge la basilica, ampia è la vista sul massiccio del Pollino, sui monti di Cìvita e, verso sud-ovest, fino al Cozzo del Pellegrino.

 
 
 
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