Cinquefrondi

La tradizione narra che, all'epoca delle incursioni saracene, gli abitanti di cinque villaggi si unirono per difendersi meglio dai feroci attacchi. Sui contrafforti occidentali dei dossoni della Melìa, in prossimità delle Serre catanzaresi, sorge il paese, come tanti ricostruito dopo il sisma del 1783. La chiesa di S. Michele, rifatta in forme settecentesche dopo il terremoto del 1908, custodisce una statua in marmo di S. Stefano di scuola napoletana (fine del XVI secolo). Una breve deviazione dalla strada che verso nord si dirige a Laureana di Borrello raggiunge il borgo di Gàlatro, ricostruito più a valle dopo il devastante terremoto del 1783 e noto fin dal medioevo per le sue acque termali che sgorgano a 37 gradi C. Nella chiesa di S. Nicola è custodito un monumentale altare marmoreo cinquecentesco, con tre grandi statue attribuite ad Antonello Gagini ma probabilmente opera di Giovanni Battista Mazzolo.

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