Costa Viola

"All'ingresso dello stretto di Messina vivevano due creature mostruose di nome Scilla e Cariddi. Ogni giorno, e per tre volte al dì, Cariddi ingurgitava acqua con tutto ciò che in essa si trovava, inghiottendo anche navi che si avventuravano nei suoi paraggi. Sulla sponda opposta viveva un altro mostro, che divorava i marinai esattamente nello scoglio di Scilla".

Ancora oggi è possibile osservare i vortici e le forti correnti che rendono la navigazione difficoltosa, e questo luogo, un mito. Da Scilla e dallo splendido borgo marinaro di Chianalea, si snoda la costa Viola caratterizzata dai terrazzamenti con muretti a secco nei quali si pratica la coltura dei vitigni eroici, fino ad arrivare al promontorio del S. Elia, da dove è possibile godere di un panorama mozzafiato. Lungo questa costa si pratica la caccia al pescespada secondo le antiche tecniche, a bordo delle "passerelle", imbarcazioni dotate di un lungo pontile e di un albero di oltre 30 metri. E' possibile poi godere di meravigliose spiagge tra le quali Cala Janculla e la spiaggia di Palmi con lo scoglio dell'Ulivo. I fondali riproducono scorci marini tropicali che è possibile ammirare praticando immersioni o anche solo snorkeling. In questo territorio è possibile anche riscoprire le testimonianze lasciate dall'antico popolo dei Taureani che si spinsero da qui fino all'Aspromonte, passando per Oppido antica.

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