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Crotone

Profuma di mare, di montagna e di pasta fatta in casa. Riecheggia di filosofia, di guerra e di pace. Baciato da Madre Natura e tormentato dalla Storia, canta la tradizione, l'arte e la modernità.

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Cenni storici.

Città di mare, di storia, di cultura, di buona cucina, Crotone offre ai suoi visitatori un vasto patrimonio culturale arricchitosi nel corso di oltre due millenni, che spazia dai reperti magnogreci alle fortificazioni aragonesi, passando per un centro storico di epoca medievale in cui sono incastonate pregevoli dimore nobiliari e antichi luoghi di culto. La storia di crotone affonda le sue radici nell'VIII secolo a.C., quando fu fondata col nome di Kroton dai coloni greci che vi trovarono un clima mite ed una terra feconda, oltre ad una posizione strategica sul mar Ionio che fa ancora della città uno dei porti cruciali del Mediterraneo. Crotone ed il suo territorio di competenza offrono ai visitatori un paesaggio naturale ancora integro ed estremamente variegato che comprende i panorami montani del Parco Naturale della Sila ed un mare incontaminato nel quale ricade la Riserva Marina di Capo Rizzuto, la più grande d'Europa con circa 36 chilometri di costa protetta, abitata da rari esemplari di flora e fauna.

Le piazze centrali.

Punto di raccordo tra la città vecchia, caratterizzata da un intrico di stradette medievali, e i quartieri moderni, percorsi da strade dritte e parallele, piazza Pitagora è definita da palazzi a portici costruiti nel 1867. Un arco sotto il portico di destra immette nell'aconra caratteristico mercato, con banchi di ortaggi e di pesce. La breve e animata via Messinetti conduce in piazza del Duomo, chiusa sul fondo dalla bianca facciata del Duomo e, sulla sinistra, dal Palazzo Vescovile, edificio di origine cinquecentesca.

Duomo.

Anche se l'impianto originario risale all'XI secolo, la chiesa venne integralmente ricostruita nel Cinquecento, utilizzando materiali di recupero dal tempio di Hera Lacinia. Restauri e rifacimenti dei secoli XVII e XVIII sono evidenti nella facciata di linee classicheggianti e nell'interno a tre navate, dove, all'inizio della navata destra, si notano blocchi di arenaria e un grande arco ogivale appartenenti alla struttura più antica; in una cappella della stessa navata è stato collocato un fonte battesimale del XIV secolo con base zoomorfa. Fastosi decori ottocenteschi con stucchi, dorature e affreschi ornano invece la cappella a destra del presbiterio: come uno scrigno custodisce la cosiddetta Madonna di Capo Colonna, dipinto quattrocentesco di stile bizantino, che la tradizione dice portato dall'Oriente nei primi anni del cristianesimo. Ogni anno, la terza domenica di maggio, una suggestiva processione notturna accompagna la venerata immagine della Madonna nera alla chiesetta di Capo Colonna.

Corso Vittorio Emanuele.

Dal Duomo, seguendo a sinistra sul Corso, si giunge a un edificio con terretta e orologio: è il vecchio municipio di Crotone, ora Casa della Cultura, trasformazione ottocentesca di un convento del XVII secolo. Di fronte si nota la facciata neoclassica della chiesa dell'Immacolata, ricostruita nel XVII secolo su un tempietto quattrocentesco. Al suo interno, tra stucchi barocchi e dipinti ottocenteschi, è custodito un crocifisso ligneo seicentesco di scuola napoletana, proveniente dalla vicina chiesa di San Giuseppe, del XVIII secolo. Accanto alla chiesa dell'Immacolata si notano resti della cinta muraria; prendendo uno stretto vicolo alle spalle di questi ci si inoltranella città vecchia, ancora caratterizzata da un tessuto edilizio compatto, e si raggiunge la chiesa di Santa Chiara, ricostruita alla fine del xVIII secolo ma parte di un complesso monastico quattrocentesco. Particolare è la facciata, con decorazioni a graffito; l'interno, con pavimento in maiolica napoletana, ha stucchi barocchi e un organo a canne del 1753.

Museo archeologico nazionale.

Un edificio al termine della salita di via Risorgimento accoglie il museo, aperto nel 1968 per ospitare le collezioni archeologiche già esposte dal 1934 nel castello e i ritrovamenti degli scavi più recenti, effettuati soprattutto a Capo Colonna e nell'area dell'antica Kròton. Tra i più ricchi della regione per abbondanza e il valore dei materiali esposti, il museo accoglie reperti dalla preistoria al medioevo rinvenuti nel crotonese, ma le sezioni più interessanti sono quelle dedicate all'antica polis e al santuario di Hera Lacinia.

Nel giardinetto che precede l'ingresso si notano due grosse vasche in pietra: provengono da una nave naufragata nel III secolo d.C. all'altezza di punta Scifo. Al pianterreno sono raccolte le collezioni preistoriche e protostoriche, con manufatti in pietra e terracotta, asce in bronzo, strumenti per l'agricoltura e corredi funerari risalenti all'età del Ferro; alcune vetrine sono dedicate alla produzione vascolare greca di età arcaica, con vasi e anfore a figure nere e rosse. Al piano superiore sono esposti ritrovamenti dell'area urbana di crotone, con grafici e piante che riproducono il sito degli scavi cittadini; tra questi reperti si notano le catene e i ceppi in ferro degli scavi, provenienti dal santuario di di Vigna Nuova, e i materiali votivi dal santuario di S. Anna, nella chora meridionale della città. Interessanti anche le decorazioni architettniche, le terrecotte a rilievo e i materiali votivi provenienti da altre santuari della zona, come quello di Apollo Aleo dell'antica Krimisa (nei pressi di Cirò Marina), del tempio dorico di caulonia e da Punta Stilo.

La sezione più importante del museo è dedicata ai reperti dal santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna, con frammenti della decorazione architettonica del tempio, in marmo o in terracotta, sculture risalenti all'età arcaica e oggetti votivi. Di epoca romana è invece il gruppo scultoreo Eros e Psyche con una dedica in latino a Hera Lacinia, rinvenuto in mare a Capo Colonna. Gli oggetti più preziosi appartengono al tesoro di Hera, che raccoglie gli oggetti votivi rinvenuti nell'edificio accanto al santuario lacinio: tra statuette, bronzetti arcaici (Grogone, Sfinge e Sirena) e dediche in oro o argento spiccano un diadema aureo (seconda metà del VI secolo a.C.), che doveva incoronare il simulacro della dea, e una rara barchetta nuragica in bronzo (VII sec. a.C.), ritrovata nel 1987, che potrebbe testimoniare un contatto tra la civiltà nuragica e la Magna Grecia.

Castello.

Fu il viceré Pedro de Toledo a volere nel 1541 la costruzione del possente apparato difensivo della città, secondo programmi di protezione delle coste dagli attacchi turchi. Crotone fu allora racchiusa da una formidabile cinta bastionata e nel sito dell'antica acropoli greca venne innalzato l'attuale castello, poderosa costruzione a pioanta poligonale, con fossato e torrioni cilindrici angolari. Per ottenere materiali da utilizzare nella costruzione furono eliminati i resti più antichi, compresa una fortezza bizantina risalente al IX secolo, fortificata dai normanni nel 1059-1098. Il castello, manomesso nel XVIII secolo e danneggiato a fine Ottocento da un terremoto, ospita la biblioteca comunale e, nella caserma Sottocampana, il Museo civico, con stemmi in pietra da palazzi cittadini, antiche ceramiche locali, perlopiù stoviglie di uso comune, e mattonelle in maiolica di scuola napoletana del Settecento recuperate dall'antico monastero di S. Chiara, armi bianche dei secoli XVIII-XIX e pezzi di artiglieria provenienti da navi veneziane, una sezione del museo accoglie antiche carte geografiche, stampe sette-ottocentesche e fotografie dalla fine dell'Ottocento al 1950.

Piazza Castello.

Sulla piazza che precede l'ingresso al castello affacciano due nobili dimore cittadine, esempi rappresentativi dei palazzi sette-ottocenteschi eretti per la nobiltà terriera in questa parte della città. A sud il Palazzo Morelli, eretto nel 1885, ha linee classicheggianti di derivazione romana. A nord, il settecentesco palazzo Barracco ospita nnel cortile interno il MACK, Museo d'Arte Contemporanea di Crotone, sede di esposizioni temporanee; il museo accoglie anche una quarantina di tele dell'artista crotonese Arnaldo Mori. Accanto al palazzo si stende il giardino pubblico della Villa comunale, realizzato neli '40 del Novecento su uno dei rivellini della cinta muraria.

Pescheria.

E' uno dei quartieri più antichi e suggestivi del centro storico, caratterizzato da stretti vicoli e piccole case a schiera dai tetti in cotto. Si osservano però anche massicci palazzi sei-settecenteschi appartenuti a ricche e nobili famiglie cittadine, nonché i resti di tre antichi conventi (XV-XVI secolo), in origine edificati al di fuori delle mura.

Enogastronomia.

Scoprire Crotone non significa solo ammirarne il patrimonio storico e naturale, ma anche sperimentare i sapori ed i profumi della sua gastronomia tipica. Uno dei prodotti più rinomati è il vino, noto soprattutto per le doc Cirò e Melissa e la igt Val di Neto. La tradizione vitivinicola ha origine molto antiche: ai tempi della MagnaGrecia il Cirò, vino degli dei, veniva offerto ai campioni olimpici dopo le gare. Ha lunghe tradizioni anche la produzione dell'olio extravergine di oliva, che ha trovato riconoscimento nella dop "Alto Crotonese". I salumi locali (salsiccia, soppressata e capocollo) sono ben conosciuti per l'uso del peperoncino piccante, che i contadini da sempre aggiungono per favorirne la conservazione. Dal suino nero di Calabria si ottengono poi specialità per palati esigenti. I diffusi allevamenti di ovini forniscono la materia prima per il pecorino crotonese e la ricotta salata, da gustare grattuggiata sui cavatelli al sugo di carne. Ottimo è il pane di grano, specie quello proveniente dai forni di Cutro, da accompagnare con le conserve sottolio o su cui spalmare la sardella, a base di neonata di sardine, peperoncino e spezie selvatiche.

Tradizioni artigiane.

L'artigianato della provincia di Crotone affonda le sue radici nella civiltà magnogreca e conserva intatte le tradizioni dell'antichità: gli artigiani del luogolavorano ancora oggicon i materiali e gli strumenti dei loro antenati, gtra cui il telaio a mano, il coltellino, lo scalpello, il tornio a ruota, con cui danno vita a capolavori unici impreziositi da motivi millenari. Nei paesini del circondario è ancora possibile trovare tessitrici al lavoro su arazzi, merletti al tombolo e pizzi. Gli artigiani ceramisti seguono tecniche di lavorazione oggi dimenticate, ed anche per il legno si utilizza ancora la cosiddetta "arte dei pastori", basata sull'intaglio a mano, specialmente nella produzione di pipe. L'artigianato locale trova ampio spazio nel mercatino dell'antiquariato ospitato ogni prima domenica del mese dal mercato sotto le mura, mentre una mostra permanente è stata allestita all'interno del §Castello di Carlo V. Le origine magnogreche del territorio, così come gli influssi bizantini, arabi e barocchi, sono infine rintracciabili nel tradizionale artigianato orafo. Conosciuti a livello internazionale, i maestri orafi della zona, accostano all'oro e all'argento materiali preziosi di vario tipo, tra cui perle, corniola, corallo e pietre dure, dando vita a splendidi monili ed esemplari di arte sacra.

Capo Colonna.

E' la punta più orientale della Calabria, protesa in un mare cristallino; sul suo estremo sperone è stato realizzato il Parco Archeologico di Capo Colonna, che si estende fino al Museo Archeologico, innaugurato nel 2006 per ospitare i reperti rinvenuti nell'area di scavo e nei fondali marini; tra questi ultimi, i reperti del relitto di punta Schifo, una grande imbarcazione romana da trasporto di cui è stata recuperata buona parte del carico di marmi semilavorati, destinati ad abbellire gli edifici imperiali a Roma.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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