Filadelfia

A sude dell'abitato si erge il colle di Castelmonardo, sul quale sorgeva l'omonimo paese distrutto dal terremoto del 1783. Scavi condotti poco dopo il 1970 hanno evidenziato il rilievo storico-ertistico e religioso del luogo, che, in base alle ceramiche rinvenute, risaliva almeno al medioevo. Il nuovo abitato sorse poco dopo quel sisma su un terrazzo in leggero declivio, secondo il preciso disegno di un architetto e di un filosofo, che realizzarono un progetto d'avanguardia nell'urbanistica di fine Settecento. L'impianto urbano, che ricerca òla "forma perfetta", si ispira al castrum romano, con quattro lati uguali rivolti ai punti cardinali e una maglia ortogonale di strade. Lo spazio interno è suddiviso in quattro quartieri, ognuno dei quali con una propria chiesa e un ugual numero di edifici costruiti in operfetta simmetria. All'incrocio dei due principali assi viari si apre l'ampia piazza centrale, di forma rettangolare, pensata come luogo di riunione della collettività. Nella chiesa di Santa Maria del Carmine, posta al pari delle altre nei pressi della piazza centrale, è custodita una Madonna della Croce, opera rinascimentale in marmo di Giovanni Battista Mazzolo (1543). Fuori dall'abitato, in località Gorna Santa Croce, sono i resti del convento di S. Maria della Croce, eretto nel 1420, distrutto dai terremoti e mai più ricostruito.

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