Gioiosa Ionica

Nell'immediato entroterra, a 5 km dal mare, è una delle più importanti cittadine del versante ionico calabrese. La compongono una parte moderna distesa nel piano, un nucleo sei-settecentesco sul pendio del colle e, nella parte più alta, un borgo-castello di origine medievale, con cinta muraria dal perimetro irregolare e torri cilindriche agli angoli.

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Nei dintorni dell'abitato, in contrada Annunziata, sono stati messi in luce i ruderi di un grandioso serbatoio ipogeo per la raccolta dell'acqua - in seguito utilizzata come ninfeo - con volte a crociera, cripte e una scala elicoidale in una torre cilindrica: il complesso denominato Naniglio, appartenne a una vasta villa di età imperiale del II-III secolo, disposta a più livelli, di cui sono venuti alla luce anche tre ambienti con pavimento a mosaico.

Marina di Gioiosa Ionica.

Lungo la costa, ulivi, agavi e fichi d'India. Sopra il greto della grande fiumara di Torbido, le dorsali dell'Aspromonte. L'aspetto della cittadina costiera, centro di commercio e di piccole industrie, di pesca e di turismo balneare, è moderno, ma numerosi ritrovamenti archeologici nell'area dell'attuale abitato e nei dintorni confermano che sorge in una zona di antico insediamento. Nei pressi della stazione ferroviaria si riconoscono i resti di un teatro romano, di bassa età imperiale, con dieci dei venti ordini di sedili originari e cavea divisa in cinque cunei. Subito oltre la ferrovia, la cinquecentesca torre Borraca è parte di un dispositivo militare composto da quattro torri che serviva per segnalare l'arrivo dei saraceni.

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