Guardia Piemontese

All'estremità di un contrafforte della Catena Costiera, il paese conserva un singolare dialetto e costumi di origini provenzali. Fu infatti fondato da un gruppo di occitani trasferitisi dalle valli del Piemonte, cui si aggiunsero contadini provenzali, giunti in Calabria tra il XIII e il XV secolo, chiamati valdesi perché aderirono alla predicazione religiosa di Pietro Valdo di Lione (1140-1217).

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Una particolare vivacità della loro fede (dei valdesi) dovuta alle prediche di Giovan Luigi Pascale li rese sospetti di eresia. Nel clima torbido dell'Inquisizione, alcuni contrasti avuti con i baroni locali e successivamente l'intervento militare deciso dal vicerè di Napoli condussero alla famigerata strage dei valdesi del 1561. Nonostante ciò, tramandarono nei secoli i costumi e le antiche tradizioni, che hanno reso Guardia Piemontese una delle isole etnico-linguistiche più interessanti dell'Italia meridionale. L'abitato, caratterizzato da un labirinto di vie strette e tortuose, è cinto da mura medievali, con posterle e porte, tra cui la "porta del Sangue", che ricorda lo sterminio dei valdesi del 1561. Da notare nelle vecchie case alcune porte apribili dall'esterno e con spioncino, che permettevano di controllare la vita privata dei valdesi convertiti forzosamente al cattolicesimo.

Dalla costa, un rettilineo di pochi chilometri porta a Terme Luigiane, centro termale con sorgenti e fango terapeutico. Il nome della località si deve a Luigi di Borbone, conte dell'Aquila, che nel 1850 attribuì la personale protezione al luogo e riconobbe virtù terapeutiche alle sue acque.

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