San Marco Argentano

 Longobucco

Alto sopra una gola del torrente Trionto e circondato dai boschi, il borgo nel cuore della Sila era noto un tempo per i mulini che, insieme alle miniere d'argento, costituivano la ricchezza del centro montano. La chiesa di S. Maria Assunta, con campanile del XV secolo, e cupola a cupside piramidale, custodisce un'ancora lignea quattrocentesca di probabile fattura nordica che incornicia una Madonna col Bambino, detta Madonna dei Carbonari; interessanti le due tele settecentesche di Onofrio Ferri da Paludi e l'affresco con l'Adorazione dei Magi di Cristoforo Santanna. Presso il Museo dell'Artigianato silano e della Difesa del Suolo sono raccolte argenterie profdotte da artisti napoletani con materia prima fornita dalla storica miniera di Longobucco.

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Rinomato a Longobucco è l'artigianato tessile, di antichissima tradizione. Coperte, tappeti e arazzi prodotti nel centro silano sono unici nel loro genere, perché i differenti disegni non sono un semplice ricamo, ma una parte integrante del tessuto stesso, creati grazie a un filo che si aggiunge orizzontalmente al comune intreccio di trama e ordito. Ed è proprio questo terzo filo a creare il motivo del tessuto, realizzato su antichi telai a mano seguendo i tradizionali nziembri, composti da una sorta di trafilatura a quadretti che guida nell'intreccio dei fili. Derivati da antichi motivi popolari e personalizzati dalla fantasia e dall'estro delle tessitrici, questi modelli si tramandano da generazioni e molti di loro sono ancora gelosamente custoditi dalle famiglie del paese. Seguendo antichissime tecniche di lavorazione, si producono anche coperte e tovaglie in fibra di ginestra, detta cordicella in dialetto locale, di qualità più rustica rispetto alla lana e alla seta solitamente impiegate, ma altrettanto particolari e belle.

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