Mandatoriccio

E' facilmente raggiungibile immettendosi sul tratto della SS 106 compreso tra Rossano e Cariati. I 36,77 kmq del territorio comunale sono distribuiti tra montagna, colline e costa: questa meravigliosa alternanza di paesaggi invita il turista a visitare le fonti di Cessia; il pianoro dell'Acquarella, ricco di vigneti e frutteti; il perimetro urbano dal sapore tardomedievale per le torri di avvistamento; la macchia mediterranea; importanti strutture turistiche collinari e costiere; l'architettura rurale ristrutturata; siti rupestri ed eremitici; antichi tratturi.

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Cenni storici.

Il paese, situato sulla collina rocciosa, a 14 km dalla costa e a 30 dalla Sila, gode di una magnifica e salubre posizione geografica, circondata da folta vegetazione, sopratutto pioppi, faggi, vigneti e da acque sorgive naturali. Anticamente era un semplice casale di Pietrapaola. Secondo alcuni studiosi, il paese sarebbe stato fondato attorno al 1535 dal fiorentino Francesco Mandatoriccio, un esiliato per motivi politici e rifugiatosi nei pressi di Cariati; secondo altri, invece, sarebbe sorto agli inizi del Seicento, grazie a Teodoro Mandatoriccio, signore di Crosia, il quale vi accolse profughi di Rogliano e Scigliano, colpiti dal sisma del 1638.

Una "Bolla Ecclesiale" emanata dall'Arcivescovo di Rossano ci dice che Mandatoriccio venne dichiarata parrocchia nel 1708 e Felice Nicola di Sambiase, principe di Campana e barone di Casale, dotò la nascente parrocchia di un piccolo appezzamento di terreno detto "Milo", di un mulino detto "Torno" e di decine di derrate da dare al parroco annualmente (le località menzionate esistono ancora oggi con le stesse denominazioni).

In base alle notizie esposte possiamo dire che quasi tutti gli storici menzionati sono più o meno concordi nel far risalire le origini di Mandatoriccio intorno alla metà del 1500 e gli inizi del 1600. Un dato è certo, che il paese anticamente dipendeva dal Principato di Pietrapaola dal quale prendeva lo stesso nome "Pietro Paolo" come dimostra una carta del 1714 rinvenuta presso la biblioteca nazionale di Napoli. Si è, però, propensi a ritenere che in quell'epoca esistesse di già il castello visto nel testo: "Castelli in Calabria" lo storico Valente parla del maniero di Marchese Guidosso, signore di Pietrapaola la cui fondazione venne fatta risalire intorno al 1400. Alla fine dello stesso secolo, quando si estinse la famiglia Mandatoriccio, il paese passò nelle mani dei principi Sanbiase, che la governarono fino all'eversione della feudalità avvenuta nel 1806.

Poiché sono stati trovati resti di bastioni nelle vicinanze del castello, si pensa che il primo nucleo abitato, venutosi a creare intorno ad esso, fosse protetto di cinta muraria. La popolazione di Mandatoriccio era molto variegata, perché proveniente da ogni parte della Calabria. Si hanno infatti notizie di cittadini provenienti da Campana, Savelli, Bocchigliero e Cariati che, per paura della pirateria barbaresca e turca, si rifugiarono nel territorio di Mandatoriccio perché ritenuto fertile e adatto al pascolo.

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