Piana di Rosarno

Seconda per ampiezza tra le pianure costiere calabresi dopo quella di S. Eufemia, ma la più importante dal punto di vista economico e demografico, la piana di Gioia Tauro, o anche di Rosarno, è un'area particolarmente fertile, riparata dai venti del Nord e aperta al benefico influsso del Tirreno. Giganteschi ulivi secolari, che raggiungono anche un'altezza di 15-16 metri, danno una produzione di olio tra le prime in Italia, ma importanti sono anche i vigneti con uve di qualità (Zibibbo, Greco e Lagrima) e, verso la costa, i fitti agrumeti. Sembra difficile credere che nel settecento la piana fosse un'area malsana e scarsamente abitata: i terremoti e l'abbandono avevano trasformato questa terra in una sorta di vasto pantano, interrotto da boschi nei quali vivevano lupi e cinghiali. Fu il Marchese Vito Nunziante a iniziare, nel 1818, la bonifica di 854 ettari nella parte settentrionale della pianura.

Le spiagge della piana sono ampie e sabbiose, ma il mare spesso risente della presenza del grande porto e degli impianti industriali. Il centro balneare più noto, con una lunghissima spiaggia di sabbia e attrezzature balneari, è San Ferdinando, fondato nel XIX secolo con i lavori di bonifica. Nonostante l'esplosione turistica, ancora si riconosce il nucleo originario, chiamato le Casette per la sua conformazione di piccole abitazioni ai lati della strada principale.

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