Polìstena

Fondata in età bizantina ma distrutta dal catastrofico terremoto del 1783, la cittadina, dal regolare impianto a scacchiera, ha un aspetto sette-ottocentesco, con palazzi dai portali in pietra e chiese monumentali. Queste conservano alcune opere di Francesco e Vincenzo Jerace, scultori e pittori nati qui, tra i più interessanti esponenti dell'arte calabrese a cavallo tra Ottocento e Novecento.

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A Polìstena ebbe i natali ancheFrancesco Morano, capostipite di un'apprezzata famiglia di decoratori che lavorò molto per le chiese di Polìstena e del territorio, lasciando stucchi e statue in cartapesta e legno. Dedicata a Santa Marina, patrona di Polìstena, la Chiesa Madre presenta una facciata classicheggiante con portale in pietra. All'interno, il soffitto a cassettoni della navata centrale racchiude una grande tela di Carmelo Zimatore raffigurante le Resurrezione di Lazzaro (inizi del XX secolo); all'altare del transetto destro spicca una monumentale pala in marmo con la Deposizione, composizione della prima metà del XVI secolo recuperata dalla preesistente chiesa, distrutta dal terremoto, mentre nella cappella a destra della maggiore è interessante un'Ultima Cena dipinta da Francesco Jerace, del quale si conoscono soprattutto opere scultoree. Su un panoramico promontorio al centro dell'abitato sorge la chiesa della Trinità, rifacimento in stile rinascimentale di una preesistente costruzione barocca. Nell'interno, con stucchi della bottega del Morano, si notano un inconsueto pulpito in ferro battuto del 1885 e due gruppi scultorei: il primo, la cosiddetta Schiovdata, raffigura con sei statue in legno e cartapesta la Deposizione, creata da Francesco Morano e aiuti; l'altro, la Madonna dell'Itria sorretta da due monaci, è una composizione in legno realizzata nel 1797 da Vincenzo Scrivo. Poco sopra piazza del Popolo, ornata da un monumento ai Caduti con una statua della Vittoria di francesco Jerace, sorge la baroccheggiante chiesa del Rosario: l'interno, con stucchi e statue in legno e cartapesta, è un esempio dell'arte decorativa della bottega del Morano. Nella Biblioteca comunale, il Museo civico espone reperti fossili e archeologici rinvenuti nel territorio, statue e bozzetti di artisti locali, materiali etnografici relativi al tradizionale mondo contadino e artigiano e un pianoforte a coda costruito nel 1867 da un ebanista polistenese.

 
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