Pollino

Agli Achei delle antiche colonie ioniche della Magna Grecia doveva apparire dalla costa un po' come l'Olimpo della madrepatria, con quella sua mastodontica sagoma punto d'incontro fra cielo e terra, dimora degli dei che popolavano quel loro affascinante mondo mitologico. Pare che furono proprio gli Achei di Sibari a dare al Massiccio del Pollino il suo nome, da Mons Apollineum, Monte di Apollo, proprio perché elessero il gigante montuoso dimora di uno fra gli dei più amati e per loro significativi, il figlio di Zeus appunto. Il Parco nazionale del Pollino vanta svariate vette sopra i duemila metri ed è il più esteso d'Italia con i suoi 192 mila ettari.

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Dei 32 comuni calabresi compresi nel Parco del Pollino, alcuni guardano il litorale tirrenico, altri le alture che dominano l'ultimo tratto della valle del Crati, altri ancora si affacciano sulla piana di Sibari e sul versante ionico della provincia. Accomunati da un unico emblema, il pino loricato, presentano caratteristiche eterogenee dal punto di vista storico, archeologico e artistico e la vasta area che li comprende si arricchisce anche del patrimonio socioculturale delle comunità albanesi. Il territorio, che ha visto la presenza dell'uomo fin dal Paleolitico e l'avvicendarsi di popoli e culture, è ricco di antiche chiese, santuari e monasteri, spesso sorti in luoghi quasi inaccessibili e spettacolari. Tra le finalità del parco sono notevoli quelle di educazine ambientale e di promozione turistica.

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