San Marco Argentano

 San Marco Argentano

Il paese ha origini antichissime, ma balzò alla storia nel 1048 quando Roberto d'Altavilla, noto come il Guiscardo, vi stabilì il suo quartier generale, ampliando il castello e fortificando il borgo. La Cattedrale, di origine normanna, è stata rifatta in stile barocco e conserva all'interno un'icona di scuola catalana con l'immagine di S. Nicola di Mira (XV secolo); dedicato allo stesso santo e un mezzobusto del 1765, modellato a tutto tondo in lamine d'argento sbalzato. La grande cripta è un elemento residuale della chiesa originale. Nel Museo Diocesano, allestito nell'ex chiesa di San Giovanni, tra oreficerie e oggetti sacri si ammira la preziosa Croce reliquiario in argento della fine del XIII secolo, donata nel 1308 dall'abate Tommaso dell'abbazia della Matina. Di fronte alla chiesa di S. Marco Evangelista è posta la medievale fontana di Sikelgaita, dedicata alla moglie di Roberto il Guiscardo, che presenta tre cariatidi: Sikelgaita, sua moglie in seconde nozze, la Virtù, risalente alla fine del XVII secolo, e la Smorfiosa, ovvero Alberada, prima moglie del duca. Continuando ancora in salita e girando al primo bivio a sinistra, si giunge a una poderosa costruzione normanna, detta torre di Dragone, fatta erigere da Roberto d'Altavilla nel 1048 sulle rovine del castrum romano.

S. Maria della Matina.

A pochi chilometri, si può visitare quello che resta di questa abbazia eretta dai normanni e consacrata nel 1065. Tra le costruzioni accorpate in epoche successive, che ne hanno cancellato le linee originarie, spiccano elementi che testimonianola ricostruzione avvenuta nella seconda metà del XII secolo ispirata a modelli cistercensi. Nulla rimane della chiesa abbaziale, mentre di stile gotico cistercense sono i resti del monastero, con un tratto della parete del chiostro e la sala capitolare, movimentata da pilastri fasciati da colonnine che disegnano le volte a crociera.

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