Santa Severina

Si chiama Grecìa il vecchio quartiere, con case in parte scavate nella roccia, abbandonato dopo il terremoto del 1783. E' solo una delle testimonianze del passato bizantino e normanno di questo borgo edificato su un'alta rupe che apre la vista sulla valle del Neto e sul paesaggio punteggiato di timpe, singolari coni argillosi che emergono dalla macchia. La sua visita è interessante per le intatte atmosfere e per gli antichi monumenti, primo fra tutti lo scenografico castello, che da uno sperone roccioso domina l'abitato. Vicinissimo al paese, il monte Fuscaldo è un'area di vivo interesse ambientale e paesaggistico che ha conservato angoli ancora intatti, ricoperti da una fitta macchia mediterranea.

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Chiesa di Santa Filomena.

Sulla via che sale al cuore dell'abitato, è un'architettura tardobizantina dell'XI-XII secolo, con due absidiole e una cupola su tamburo cilindrico ornato da colonnine secondo un motivo tipico delle chiese armene. Formano la chiesa due cappelle sovrapposte: quella superiore, aula unica con piccola abside sporgente, era il catholicòn di una laura eremitica; quella inferiore, con volta a botte, era forse in origine una cisterna. All'esterno si aprono due portali gemelli, con archi a sesto acuto a doppia cornice, decorati a rosoni e losanghe di stile normanno. Dalla chiesa, bella la vista sulla bassa valle del fiume Neto, con molti paesi del Marchesato.

Cattedrale.

Da una parte i segni della presenza militare, dall'altra i luoghi del potere religioso. Sulla piazza principale di Santa Severina, che si allunga sulla cima del colle, si fronteggiano il Castello e la Cattedrale, il primo circondato da mura e possenti baluardi, l'altra unita in un unico blocco al Battistero e al Palazzo Arcivescovile. La chiesa, antica per origine ma molto rimaneggiata in età barocca e con l'interno rifatto all'inizio del Novecento, mostra un potale trecentesco inglobato in un'inquadratura barocca; all'interno sono custoditi un Crocifisso ligneo del XV secolo nella prima cappella di destra e un seicentesco ambone in marmi calabresi. Accanto alla chiesa, in posizione decentrata rispetto alla piazza, sorge il Battistero, singolare costruzione eretta in epoca bizantina probabilmente come martyrium; per altri è invece l'antica Cattedrale del X secolo. L'edificio, a pianta circolare con quattro bracci ortogonali, presenta all'esterno un corpo cilindrico sormontato da cupoletta su alto tamburo ottagonale e un portale in pietra di epoca sveva. Nell'interno la cupola è sostenuta da otto colonne provenienti da edifici pagani, con capitelli a motivi ornamentali e scritte in greco. Restano solo tracce degli affreschi che un tempo ornavano le pareti, ma si riconosce un S. Girolamo del XV secolo, mentre i rilievi con le figure di angeli e santi sono frammenti di un'unica composizione rinascimentale.

Museo Diocesano.

Raccoglie un ampio patrimonio artistico, inserito in una mostra permanente sui luoghi e gli oggetti di culto.

Ori e argenti napoletani e siciliani che vanno dal 1500 ai nostri giorni, paramenti religiosi composti di tessuti ricamati in filo d'oro o d'argento, ex voto, suppellettili varie, dipinti di artisti famosi, sculture lignee, raccolte di reperti che vanno dal neolitico all'età moderna, monete, sigilli, cartamoneta, bolli postali; il tutto collocato in quello che un tempo era il suggestivo Palazzo Arcivescovile, residenza dal XV secolo degli Arcivescovi, Palazzo che fiancheggia la Cattedrale e si affaccia su piazza Campo. Nello storico edificio, oltre al museo, sono collocati la Biblioteca Storica Diocesana e l'Archivio Storico Diocesano formando così un singolare polo culturale che è un unicum sull'intero territorio calabrese. Il Museo Diocesano è stato aperto al pubblico nell'aprile del 1998, si propone non come semplice contenitore di oggetti preziosi ma come uno strumento in grado di offrire ai visitatori, anche attraverso l'ausilio di pannelli didattici, momenti di riflessione sulla storia della chiesa e testimonianza delle abilità artistiche delle maestranze non solo locali. L'esposizione iniziale si articola in tre sezioni: quella dei Luoghi, degli Oggetti e dei Documenti. Nel 2006 l'esposizione è stata ampliata con l'utilizzo degli spazi posti al piano terra del palazzo. E' un percorso che richiama gli avvenimenti più importanti della Metropolia di Santa Severina sino all'istituzione dell'Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Il Museo, inoltre, raccoglie le testimonianze storico-artistiche della Cattedrale e dell''Episcopio che cronologicamente si snodano dall'Alto Medioevo al Novecento. La prima sezione è un itinerario dedicato all'evoluzione storica, architettonica e urbana della città attraverso gli edifici di culto più rilevanti quali la Cattedrale ed il Battistero. Il secondo itinerario è dedicato all'arte orafa e argentaria ed è costituito dal cosiddetto Tesoro della Cattedrale. Opere rappresentative la famosa spilla da piviale di età angioina, il Reliquiario del Braccio di Sant'Anastasia e la statua della stessa Santa, d'argento a figura intera. La pinacoteca raccoglie dipinti del Seicento e del Settecento. Tra le sculture presenti emergono le due statue raffiguranti S. Michele Arcangelo. La sezione documenti custodisce documenti cartacei e di pergamena riguardanti la storia dell'intera Arcidiocesi. Molto ricca, infine, la sezione che espone i paramenti liturgici.

Da qualche anno sono stati allestiti laboratori di didattica sperimentale, in particolare dedicati alla scrittura antica, alle incisioni presenti nel fondo antico della Biblioteca storica, ai colori del Santo Patrono, all'uso del gioco con l'arte per incontrare Gesù, al suono delle campane, ai simboli del museo, finalizzati a fornire agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado i presupposti per conoscere, amare e rispettare i beni culturali.

Castello.

Scavi archeologici condotti all'interno delle sue mura hanno confermato che il possente complesso, eretto dai normanni verso la fine dell'XI secolo ma ampliato e trasformato a più riprese, sorge nell'area occupata dal Kastron bizantino, nel quale coesistevano strutture militari e fabbriche religiose. Nelle stratificazioni del castello sono infatti emersi alcuni tratti delle originarie strutture difensive e interessanti resti, tra i quali si segnalano quelli di una piccola chiesa con frammenti di affresco e di una necropoli, caratterizzata da tombe scavate nella roccia e coperte da una lastra di arenaria. Già nella prima metà del XII secolo la fortezza venne ampiamente trasformata per volere di Federico II, ma i rifacimenti successivi hanno quasi completamente cancellato questo intervento. Di età angioina è invece il possente mastio, come testimoniano le difese aggettanti dei torrioni circolari posti agli angoli e le difese merlate delle cortine. Se sotto il dominio degli aragonesi non fu sottoposto a sostanziali modifiche, importanti lavori di trasformazione vennero intrapresi durante tutto il XVI secolo per opera dei Carafa, conti di Santa Severina. Nei secoli successivi il complesso militare fu trasformato in residenza feudale, con la creazione di ambienti dalle volte dipinte e decorate: la fastosa decorazione al piano nobile presenta un ciclo pittorico con motivi e temi attinti dal repertorio tardobarocco e arcadico, realizzato intorno alla metà del XVIII secolo. Ne è autore Francesco Giordano, interessante ma ancora poco conosciuto pittore la cui attività è documentata in molti centri del Mrchesato. Importanti lavori di restauro hanno reso possibile anche l'allestimento all'interno del castello di ampi spazi espositivi. E' nato così il Museo archeologico, che si articola in due sezioni: la prima, dedicata agli scavi nell'area della fortezza, propone frammenti di affreschi bizantini e ceramiche di età normanna, sveva e angioina, ma anche oggetti di uso comune di differenti periodi storici, recuperati da stratificazioni e riempimenti di locali non più in uso. La seconda sezione presenta reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Santa Severina  e nella valle del Neto, con un consistente gruppo di oggetti in bronzo che testimoniano le più antiche vicende insediative di quest'area.

 
 
 
 
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