Satriano

Ritenuta di origine enotra, Satriano fu un’antica località della Magna Grecia. Il toponimo deriva dal personale latino SATRIUS, con l’aggiunta del suffisso aggettivale -ANUS, indicante una proprietà fondiaria. Distrutta, nel IV secolo d.C. da Dionisio, tiranno di Siracusa, nell’alto Medioevo fu sede di prestigiose comunità basiliane, divenendo poi oggetto di particolare predilezione da parte del normanno Ruggero d’Altavilla. Con i casali Davoli e San Sostene, fu assoggettata al conte di Catanzaro e venduta all’ammiraglio Giacomo di Marzano sul finire del Trecento. In seguito passò tra i possedimenti dei Borgia, entrando quindi a far parte del principato di Squillace. Durante le dominazioni spagnola e borbonica registrò un lungo periodo di prosperità, grazie al governo illuminato dei suoi signori, i principi Ravaschieri-Fieschi e Filangieri. Il terremoto della seconda metà del XVIII secolo vi causò gravi danni. Capoluogo di uno dei cantoni del dipartimento del fiume Sagra, ai tempi della Repubblica partenopea, col nuovo ordinamento amministrativo disposto dai francesi fu dapprima elevata a sede del governo comprendente le università di Davoli, Chiaravalle Centrale, Argusto, Gagliato, Cardinale e Torre e poi compresa nel circondario davolese

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Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la Chiesa parrocchiale di Santa Maria d’Altavilla di origine bizantina, con un bellissimo frontespizio greco; la Chiesa arcipretale di San Teodoro, in cui si possono ammirare pregevoli opere d’arte di maestri calabresi; del XVII secolo la Chiesa dei Riformati, contenente, tra l’altro, un gruppo ligneo del sette-ottocentesco, e la fontana con lo stemma dei Ravaschieri. L’artistico stemma in marmo pregiato della Casa Ravaschieri, presente ancora oggi sulla fontana all’entrata del paese, rappresenta, come descritto dal nome, l’esistenza in epoche passate di un grande casato. La famiglia Ravaschieri, discendente dai Conti di Lavagna, è stata una delle più antiche ed illustri famiglie d’Italia. Nella famiglia dei Lavagna si contano ben due Papi e circa quattrocento fra cardinali, vescovi, ammiragli delle flotte di Genova ed ambasciatori. I Ravaschieri giunsero in Calabria nel corso del 1500, commerciavano seta e beni alimentari. Il 7 agosto del 1609, la Principessa Anna Borgia, con Regio assenso, cedeva ad Ettore Ravaschieri la terra di Satriano, con i Casali di Davoli e San Sostene, per la somma di 85.000 ducati. Il Palazzo Galateria invece venne intitolato a ricordo di Luigi Galateria, personaggio illustre di Satriano che dedicò la sua vita allo studio del diritto amministrativo. Grazie alla sua dedizione, divenne insegnante di questa materia nelle più grandi università italiane.

Di particolare rilievo i resti del Mulino in località Cantore, restaurati nel 2014. Il mulino rispondeva alle tradizionali caratteristiche dei mulini ad acqua calabresi il cui modello era costituito da una ruota con pale (ossia la ruota idraulica fissata ad un albero, cioè l’asse) e mossa da una corrente di acqua che le imprimeva un movimento rotatorio continuo. Nell’antichità l’acqua arrivava dal canale sovrastante le tre arcate del mulino e veniva incanalata in una “saitta” verticale che, con la sua conformazione ad imbuto terminava in una bocca collocata al piano interrato. Questo salto di quota permetteva all’acqua di agire sulla ruota.

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