Monti delle Serre

C'è chi ipotizza che il nome "serre" venga proprio dal particolare allineamento delle cime, che ricorderebbero i denti di una sega ("serra", in dialetto). In realtà la morfologia delle cime, generalmente morbide e arrotondate, smentisce questa ipotesi. Il nome e il riferimento all'utensile potrebbe piuttosto derivare dalle numerose segherie che un tempo sorgevano nella zona.

Una terza ipotesi fa risalire il nome alla radice ebraica "ser", monte.

questo luogo immerso nel verde ha un'estensione di oltre 17000 ettari ed è divenuto area naturale protetta nel 2004. Le Serre costituiscono un gruppo montuoso piuttosto complesso di elevata valenza paesaggistico-naturale, che si salda a sud con il Massiccio dell'Aspromonte Il parco è caratterizzato dalla presenza diffusa di boschi e foreste, macchie mediterranee, pascoli e coltura agraria. Notevole importanza nelle Serre rivestono i luoghi di culto come la secolare Abbazia dei Monaci Certosini di Serra San Bruno, una delle poche rimaste ancora in attività, e la tomba di San Bruno di Colonia, fondatore dell'Ordine dei Certosini. Numerose sono le sorgenti, i torrenti, le fiumare e suggestive sono le cascate, come quelle imponenti del Marmarico che, con un dislivello di 90 metri, si tuffano nello Stilaro. La fauna delle Serre oggi è costituita prevalentemente da cinghiali, volpi, tassi, gatti selvatici, donnole, faine, lepri italiche e, tra gli uccelli, da aironi cinerini, gufi reali, upupe, falchi pellegrini e picchi verde, rosso e nero. Una tappa imperdibile per chi ama scoprire le meraviglie della natura.

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Borghi nelle Serre

Situate tra la Sila a nord e l'Aspromonte a sud, le Serre, tutelate da un Parco naturale regionale sono costituite da due opposte e poco elevate che si snodano quasi parallele. Quella occidentale scende gradualmente su ampi pianori che si affacciano sulle vallate della Mèsima e del Marepòtamo, confine naturale con l'altopiano del monte Poro, mentre quella orientale si getta rapidamente verso la costa ionica. Tra le due catene scorrono le fiumare dell'Ancinale e dell'Allaro e si aprono estesa valli montane, testimonianze di antichi laghi pleistocenici. Nella più ampia, intorno alla fine dell'XI secolo Bruno di Colonia fondò la celebre certosa nel mezzo delle esetse foreste ricevute in dono dal re normanno Ruggero I D'Altavilla. E sempre alle foreste è legata l'importanza di alcuni centri minerari che ebbero il massimo sviluppo durante il Regno di Napoli: nei paesi di Bivongi, Stilo, Pazzano e Mongina s'insediarono ferriere che dai boschi traevanopil legname necessario ad alimentare i forni di fusione. Circondati da fitti boschi e in panoramica posizione sono tutti i paesi che si incontrano lungo il viaggio, dove ancora vivono tradizionali forme di artigianato e costumi del mondo contadino. La strada che dalle serre scende verso il mare è molto panoramica e il colore dominante è il verde: nel suo ultimo tratto costeggia un bosco di sugheri misti a lecci e poi salici, ontani, pioppi e canne palustri che circondano le rive del lago dell'Angìtola, creato nel 1966 con lo sbarramento di un fiume.

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