Siderno

La Madonna di Portosalvo è la patrona della cittadina di Siderno e finalmente da qualche mese è possibile ammirare il volto ligneo della Vergine completamente restaurato. Venne costruita una cappella dove conservare la statua e intorno ad essa si costituì il primo nucleo abitativo, oggi Siderno Superiore che si sviluppa su un crinale collinare distante circa tre chilometri da Siderno Marina che, invece, è considerato uno dei più importanti snodi commerciali della costa ionica. Cuore del nucleo storico è Piazza di San Nicola, attorno alla quale sorgono numerosi palazzi nobiliari. Qui sorge anche la chiesa dedicata al santo di Bari. L'edificio, di impianto rinascimentale, ha un ingresso caratterizzato da tre scalini e da piccole colonne laterali e il portale. La struttura conserva nelle tre navate molte opere d'arte: in particolare l'altare maggiore del secolo XVIII e le tele seicentesche nella parte absidale. All'interno c'è la statua lignea di San Nicola di Bari. Un'effige di Santa Caterina è stata, invece, realizzata in marmo. All'interno della chiesa è custodito il tesoro di San Nicola composto di oggetti d'oro e di argento.

Palazzo Falletti è sede di esposizioni, che presenta un solenne portale a bugne e un elegante stemma gentilizio, superbo nella sua fattura. Restaurato con dovizia d'attenzione Palazzo De Mojà che identifica tutti i tratti di una dimora che vide il suo lustro tra il seicento e il settecento.

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Montestella.

Il luogo è suggestivo per l'ambiente naturale con picchi e pareti di roccia e per il panorama, che abbraccia la costa da Capo Rizzuto a Roccella Ionica; ma il santuario, detto anche di S. Maria della Stella, è soprattutto un punto di richiamo religioso per tutta la regione. Una lunga scala scavata nella pietra e consumata dai passi dei pellegrini scende alla Grancia, grotta-santuario di origine alto-medievale, aggrappata sullo strapiombo. Gli affreschi ritrovati all'interno attestano la presenza di eremiti fin dal XIX-X secolo; la venerata statua in marmo bianco della Vergine (1562), posta sopra l'altare, è probabilmente di scuola messinese. La devozione popolare racconta che i segni incisi sulla pietra testimoniano lo scontro avvenuto tra la Vergine e il demonio, cacciato dalla grotta dove abitava mentre una fonte dai poteri taumaturgici miracolosamente scaturiva dal fianco della montagna. Tra boschi di querce, lecci e castagni, sale al santuario una strada che si stacca dalla statale 110 dopo Pazzano, un tempo importante per le miniere di limonite, minerale necessario alle ferriere e alle fonderie borboniche per produrre il ferro e la ghisa.

 
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