Sila

Sito nel cuore della Sila, il Parco tutela aree di rilevante interesse ambientale in Sila piccola, Sila grande e Sila greca per un totale di 73695 ettari, che comprendono 21 Comuni e 3 Province della Calabria. Il Parco Nazionale è certamente l'area della penisola maggiormente ricca di hotspot di diversità genetica nel contesto delle regioni del Mediterraneo, in quanto la fauna presenta un livello di differenziazione superiore alla media europea. Nel parco si contano infatti ben 9 Riserve Naturali Biogenetiche Statali.

Sia in estate che in inverno, qui è sempre garantita un'esperienza turistica difficile da dimenticare.

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Borghi della Sila Grande

Generalmente la Sila viene ricordata per la sua importante dimensione naturalistica e le immagini frequenti ritraggono paesaggi straordinari, panorami con vedute che si perdono a vista d'occhio, rari in zone d'alta montagna dove lo sguardo è solitamente più angusto, racchiuso in vette altissime e vallate profonde. Qui si propone anche la Sila con la sua storia, le tradizioni popolari, i prodotti dell'artigianato e la gastronomia, elementi che aiutano a cogliere compiutamente l'anima di questa terra.

 

Sila Piccola

Forse meno conosciute delle sorelle maggiori, le montagne della Sila Piccola sono ricche di ambienti e paesaggi intatti e suggestivi. Lungo le pendici meridionali del massiccio montuoso, percorse da profondi valloni coperti di castagni, si dispongono piccoli centri abitati, a volte aggrappati in panoramica posizione a ripidi picchi di roccia.

L'area che può vantare buone attrezzature turistico-ricettive e impianti per lo sci, racchiude paesaggi suggestivi e angoli di natura ancora intatta. In uno dei lembi di foresta più fitta e ombrosi, distesi in un pianoro dal quale la vista abbraccia i due mari, Villaggio Mancuso (m. 1306) è uno dei primi centri di vacanza sorti in questa zona: tra gli alberghi e le costruzioni recenti, ancora si notano le prime villette in legno costruite intorno agli anni '30 del Novecento nel più tipico stile alpino. Tappa importante nella visita di quest'area e del Parco della Sila in genere è il Centro visitatori Antonio Gargea, intitolato al primo presidente del parco: immerso nel verde del bosco, è un moderno centro polifunzionale, nato tra la collabirazione tra l'Ente Parco e il Corpo Forestale dello Stato che hanno qui creato un polo divulgativo e scientifico specializzato nell'educazione ambientale, nella conservazione del patrimonio naturale e nella salvaguardia della flora e della fauna tipiche di queste montagne. Ne fanno parte un centro studi con sala convegni, laboratori e biblioteca, due musei tematici - Le foreste della Sila e Le foreste dell'uomo - allestiti con moderni criteri didattici e un'aula verde all'aperto per manifestazioni di carattere culturale o ricreativo. Tra maestosi esemplari di pino laricio, sono stati allestiti percorsi naturalistici con la ricostruzione di carbonaie e di antiche capanne, alcuni dei quali fruibili anche da persone con disabilità motorie. Sono inoltre predisposti spazi protetti per l'osservazione e lo studio degli animali tipici di questi boschi: un grande recinto di ambientamento e diffusione per i caprioli e i cervi, un centro didattico per i daini e uno spazio dedicato al gufo reale. Pochi chilometri più a nord s'incontra il Villaggio Racise (m. 1270), centro di vacanza e di sport sorto nelle vicinanze del lago del Passante, il più piccolo e il più recente tra i bacini artificiali.

Nonostante i massicci disboscamenti attuati all'inizio del Novecento il monte Gariglione (m. 1765) conserva un grande bosco considerato tra i più integri della Calabria, indicato dalle leggende come rifugio di briganti e lupi. Di questi ultimi ne rimangono alcuni esemplari, favoriti dalla morfologia accidentata e dall'estensione della foresta, un tempo popolata anche da cervi, linci, avvoltoi degli agnelli e, probabilmente orsi. Punto di partenza per escursioni sul monte è Beturo, centro turistico frequentato anche per lo sci. Fitte foreste ammantano dolci rilievi, intervallate da radure e pascoli.

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