Squillace

Dal castello allo scoglio di Pietragrande, Squillace si lascia scoprire come una realtà dai vividi colori. E' uno dei posti più suggestivi dello Ionio da cui ammirare l'alba: il mare ha colori cangianti che variano dal verde al blu intenso e nascondono fondali rocciosi e non è difficile imbattersi in branchi di pesce che nuotano pacifici tra le acque cristalline. Pietragrande è un masso che si erge dalle onde e regala belle emozioni anche ai neofiti e agli amatori del nuoto subacqueo.

Dopo le meraviglie del mare, guardando all'entroterra, al versante nord della rupe di Squillace, c'è il Ponte Ghetterello passato agli annali e ben conosciuto anche oggi con il più compromettente nome di Ponte del Diavolo. Il materiale con cui è costruito è granito allo stato grezzo ed è strutturato secondo un'arcata definita "a schiena d'asino", ovvero un'arcata ogivale. Tale struttura permette un migliore deflusso dell'acqua in caso di piena del fiume. Da qui si giunge alla zona della Giudecca. La storia gloriosa che identifica Squillace prima nella greca Skylletion, poi nella romana Scolacium, si rivive in tutta la sua fierezza camminando per le stradine del borgo antico che continua a conservare la struttura medioevale che la caratterizza. Si tratta poi di una delle più antiche diocesi calabresi.

Il Castello di Squillace, normanno, si trova in cima al paese a dominare sulla valle che si apre alla costa offrendo panorami mozzafiato. Con le imponenti mura e le due torri, una cilindrica su tronco, l'altra poligonale, il castello era sede della nobiltà locale; venne costruito sui ruderi di una fortificazione bizantina che a sua volta fu costruita sulle rovine del Monastero Castellense di Cassiodoro. Egli fu un importante uomo politico e letterato della cittadina, fondò qui il Monastero Vivariense e quello castellense in località Copanello che si divide tra il comune di Stalettì e di Squillace.

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