Stilo

Sopra un pendio a ulivi e viti, l'antico borgo disposto a gradinate conserva case in pietra scura che paiono dipinte sulla roccia. Divenuto nel X secolo il principale centro bizantino della Calabria meridionale, accolse eremiti e monaci basiliani, che abitarono le sue grotte e costruirono la celebre Cattolica, tra i più importanti e singolari monumenti della regione, ancora miracolosamente intatta. Stilo è stata reputata patria del filosofo Tommaso Campanella, nato nel contiguo casale di Stignano ma ricordato in piazza Carnovale, all'ingresso dell'abitato, con un monumento bronzeo del 1923.

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Chiesa di San Francesco.

In piazza Carnovale, la settecentesca chiesa venne fondata nel XIV secolo con l'annesso convento (trasformato e oggi adibito ad abitazione), ma ricostruita in età barocca; il suo possente campanile era in origine una torre di guardia. Al suo interno è custodito un monumentale altare ligneo settecentesco.

Chiesa di San Giovanni Theresti.

Un'ampia spianata panoramica precede la barocca chiesa realizzata agli inizi del XVII secolo, con facciata stretta tra due campanili e interno ornato di stucchi; il vasto monastero adiacente è indicato come futura sede di un centro di studi religiosi e di attività culturali.

Nucleo antico.

Una strada stretta e tortuosa sale nel cuore antico dell'abitato, caratterizzato da palazzi gentilizi in pietra e piccole piazze che si aprono improvvise; dalla via principale si dipartono scalinate e vicoli stretti tra le mura di antiche case. In prossimità della Porta Reale, uno dei cinque accessi al borgo antico, uno slargo accoglie la restaurata fontana dei delfini, così chiamata per la figura in granito di due delfini attorcigliati, di epoca bizantina. Più in alto sorge il Duomo, la cui fondazione risale al XIV secolo. L'edificio mantiene della struttura originaria solo il grande portale romanico a ogiva con fasci di colonne, vicino al quale è murata la base marmorea di una statua di epoca classica. I lavori di restauro che da anni interessano l'edificio hanno portato alla luce brani di affreschi quattrocenteschi, ma impediscono la visita all'interno, a navata unica con due cappelle laterali ornate di stucchi e altari settecenteschi. La chiesa custodiva all'altare maggiore una grandiosa Madonna d'Ognissanti di Giovanni Battista Caracciolo, detto il Battistello, da tempo in restauro. Salendo ancora si raggiunge un piccolo slargo dove parte un sentiero sul fianco della montagna: questo sentiero conduce all'eremo della Divina Pastorella, semplice chiesa rupestre ricavata da una laura risalente al XII secolo, una delle tante ritrovate attorno a Stilo, che furono abitate dai monaci basiliani per la loro vita di ritiro e di preghiera. Riportata al culto agli inizi del XX secolo, conserva nell'interno deboli tracce di affreschi tardobizantini.

La Cattolica.

Aggrappata alle pendici del monte Consolino, fu costruita nel X secolo su un poggio isolato, come katholicòn, chiesa principale di un monastero o di un cenobio di eremiti basiliani, è un edificio interamente in mattoni, con tre absidi e cinque cupolette dai tamburi cilindrici, di cui la centrale più alta delle altre, che ricorda certi edifici sacri del Peloponneso, ma anche dell'Armenia e dell'Anatolia. L'impianto, a croce greca, iscritto in un quadrato, segue un modello tipologico a quicunx, dove gli elementi architettonici si dispongono come il numero cinque sulla faccia del dado, diffusissimo in area bizantina e introdotta in calabria probabilmente dalla Grecia o dall'Asia Minore. Tema fondamentale della costruzione è l'equivalenza delle parti: il quadrato di pianta risulta suddiviso dai sostegni interni in nove quadrati uguali, le tre absidi che emergono dal lato orientale sono di uguale dimensione e le cinque cupole che coronano l'edificio hanno tutte lo stesso diametro. Nell'interno, quattro colonne provenienti da più antichi monumenti e con capitelli rovesciati individuano la croce greca iscritta nel quadrato, secondo i più tipici schemi bizantini. Nelle absidi e alle pareti si notano tracce di affreschi, alcuni di poco posteriori alla fondazione della chiesa, altri più tardi (secoli XIII-XV). Una colonna reca una croce incisa con un'iscrizione in greco, mentre su un'altra è stata scoperta un'iscrizione in arabo databile all'XI secolo. Dal piazzale che precede la Cattolica una stradina scende ai ruderi del vecchio convento delle Clarisse, un tempo uno degli edifici più importanti del paese.

 
 
 
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