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Taverna

Che in epoca romana fosse una tappa sul cammino dalla costa ionica alla sila lo ricorda il nome, dal latino taberna. Ma questo borgo tra i primi borghi silani, bandiera arancione del Touring Club Italiano, è conosciuto soprattutto per la raccolta di opere di Mattia Preti, uno dei più significativi interpreti della pittura italiana del Seicento, nato a Taverna nel 1613 e ricordato da un monumento in bronzo di Michele Guerrisi davanti a S. Domenico. Dopo lunghi soggiorni a Roma e Napoli, l'artista si trasferì a Malta, dove divenne il pittore ufficiale dell'Ordine dei Cavalieri; nel paese natale ha lasciato numerose pale d'altare, oggi custodite nella chiesa di S. Domenico.

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Un tempo annessa a un convento di Domenicani (oggi sede del Municipio), la chiesa venne trasformata nel 1670-80 secondo il gusto barocco del tempo, con una ricca decorazione a stucchi e affreschi nell'interno. Undici altari lignei accolgono tele dipinte da Mattia Preti, tra cui Miracolo di S. Francesco di Paola, Martirio di S. Sebastiano, Madonna della Purità, realizzata insieme al fratello Gregorio, Cristo Fulminante all'altare maggiore, e la celebre Predica del Battista con un autoritratto del maestro in abito dei Cavalieri di Malta. Oltre al soffitto ligneo dipinto, impreziosito da affreschi racchiusi in cornici a stucco, sono pregevoli gli arredi seicenteschi che ancora oggi si conservano nella chiesa: il pulpito, alcuni confessionali, il coro e l'organo con la cantoria ornata da pannelli dipinti, e i mobili nella sagrestia, dove è custodito anche un Crocifisso quattrocentesco proveniente dalla distrutta Cattedrale. Nell'ex convento domenicano è stato allestito il Museo civico con altre opere di Mattia Preti e della sua cerchia, del fratello Gregorio e dipinti di scuola napoletana dei secoli XVII e xVIII. Il museo comprende anche una sezione dedicata all'arte contemporanea, con opere di artisti come Mimmo Rotella, Angelo e Carmelo Savelli, Francesco Guerrieri, Lia ed Ercole Drei, autore anche della statua La Primavera nella piazza di fronte a S. Domenico. Anche la chiesa di Santa Barbara, fondata dai Francescani nel 1427 ma completamente rifatta in epoca barocca e ricostruita dopo il terremoto del 1783, conserva tele di Mattia e Gregorio Preti. Tra queste, all'altare maggiore, il Patrocinio di S. Barbara, per dimensioni la più grande tra le opere di Mattia Preti conservate a Taverna.

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