Tiriolo

Raccolto in aperta e panoramica posizione su un contrafforte della Sila Piccola tra le valli dell'Amato e del Corace, il borgo ha saputo conservare viva la creatività artigianale. Un tempo i vancali erano un capo indispensabile della pacchiana, il tipico costume femminile; oggi questi scialli di lana e seta lavorati come un tempo su telai a mano sono raffinati esempi di artigianato artistico di lontana origine, che rivive in piccole botteghe d'arte.

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Il borgo e il castello.

Nel borgo, dalla caratteristica configurazione medievale con stradine acciottolate, vicoli e scalinate, si notano alcuni palazzetti gentilizi dai balconi in ferro battuto e dai portali in pietra, che recano nella chiave di volta dell'arco lo stemma della famiglia o una piccola maschera con funzione apotropaica. Alti sul colle, in posizione dominante rispetto all'abitato, si ergono i ruderi del castello, eretto dagli Aragonesi sui resti di una fortezza normanna e rimaneggiata a più riprese tra il XV e il XVII secolo. Anche se il maniero è ridotto allo stato di rudere, ancora si riconosce il suo impianto trapezoidale, con torri agli angoli e resti di mura merlate e di una cisterna per l'approviggionamento dell'acqua di età medievale. Soprattutto si coglie la sua posizione strategica: dalla cima del colle lo sguardo abbraccia un panorama ampio, che dal golfo di Squillace sullo Ionio, attraverso i contrafforti delle Serre, arriva fino al golfo di Sant'Eufemia sul Tirreno, dove nei giorni di cielo terso si riconosceil cono fumante di Stromboli.

Ritrovamenti archeologici.

Campagne di scavo nel territorio comunale hanno riportato alla luce importanti testimonianze della civiltà osco-brettia, che nell'istmo di catanzaro ebbe la sua massima diffusione nel IV-III secolo a.C. In località Castaneto è stata ritrovata nel 2008 una monumentale tomba a camera databile alla fine del IV sec. a.C. Costruita in grossi blocchi di pietra squadrati, con due semicolonne scolpite sulla fronte, presenta all'interno tracce di una teca in laterizi sopra la quale veniva deposto il letto funebre per il defunto. Scavi effettuati nell'area del vecchio campo sportivo hanno restituito nel 2015 i resti di un importante edificio pubblico risalente al III sec. a.C., denominato palazzo dei Delfini per un mosaico nel pavimento di una delle stanze finora indagate. L'importante scoperta conferma l'ipotesi che Tiriolo fu uno dei principali centri preromani del territorio catanzarese.

Antiquarium comunale.

Nella Casa della Cultura è allestito un piccolo museo archeologico con parte del materiale trovato nel territorio. Reperti del neolitico, venuti alla luce sulla sommità del monte Tiriolo e nel vallone Sovarico, e dell'età del Bronzo, dalla vallata di donnu Pietru, testimoniano i primi insediamenti nell'area, mentre materiali greci e romani confermano i contatti con i coloni greci del litorale a partire dal VII sec. a.C., l'alleanza con i cartaginesi al tempo della seconda guerra ounica e il passaggio al controllo di Roma. Interessante soprattutto la sezione dedicata alla civiltà osco-brettia, con reperti che documentano diversi aspetti della vita quotidiana, ma anche la lingua di questo popolo e le attività belliche, testimoniate dal ritrovamento di alcuni elmi in bronzo. Nella stessa sede è ospitato il Museo del Costume regionale, una raccolta di abiti tradizionali calabresi realizzati a mano da artigiani locali secondo regole e tecniche antiche.

 
 
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