Torre di Ruggiero

Le origini di Torre di Ruggiero sarebbero da attribuire alla migrazione della popolazione dei centri abitati vicini che decisero di stabilirsi in prossimità dei campi che erano soliti coltivare. Costituirono, quindi, il primo nucleo abitativo attorno a una torre da intendere come “casa colonica”. In tempi remoti, infatti, la media e l’alta valle dell’Ancinale era chiamata Torre perché nel suo territorio erano sparse molte case coloniche.

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Ruggero I il Normanno, passando per queste contrade, volle riunire in un solo luogo i diversi villaggi di cui era formata la borgata e decise di chiamarlo Torre di Spadola, visto che la maggior parte dei contadini proveniva dal territorio di Spadola. Il primo nucleo abitativo di Torre di Spadola compare per la prima volta in un documento datato 1071 in cui si attesta la donazione del bosco di Torre di Spadola da parte di Ruggero I a Basilio Scamardi, priore del monastero dedicato a San Basilio Magno. Per tutto il periodo normanno, Torre di Spadola è stato sotto la diretta amministrazione basiliana. Nel periodo aragonese la comunità di Torre di Spadola si sviluppò, il borgo, costituito feudo, fu pertinenza di Vallelonga e per questo seguì le vicende politiche e amministrative della contea di Soriano. Successivamente il feudo venne smembrato e Torre di Spadola fu acquistata dalla famiglia Ravaschieri di Girifalco. Nel 1686 il possedimento venne venduto alla famiglia Caracciolo di Soreto che rimase proprietaria del casale fino al 1694, anno in cui passò a Giacinto Diaco. Nel XVIII secolo Torre di Spadola entrò a far parte del principato di Satriano con Davoli, San Sostene e Cardinale. Durante il catastrofico terremoto che investì gran parte della Calabria nel 1783, Torre di Spadola subì ingenti danni. I francesi, per la legge del 19 gennaio 1807, ne fecero un Luogo inserendolo nel Governo di Satriano. Per il riordino amministrativo, disposto per decreto datato 4 maggio 1811, venne dichiarato Comune e posto nel Circondario di Chiaravalle. Dall’ 8 maggio 1864, la cittadina acquisì l’attuale denominazione Torre di Ruggiero a ricordo del suo fondatore Ruggero il Normanno.

Il Santuario della Madonna delle Grazie è uno dei centri di culto più importanti della Calabria. La Chiesetta originaria, di periodo medievale e ricostruita nel XV secolo, subì numerosi danni in seguito al terremoto del 1783, periodo in cui venne perduta una statuetta della Madonna a cui erano riferite numerose apparizioni e miracoli. L’esterno della Chiesa è stato terminato nel 1886 e presenta una facciata neoclassica, opera di Davide Novara. Nell’atrio vi è una lapide-ricordo marmorea datata 1868. L’interno è in stile barocco con un altare a marmi policromi, opera dei fratelli Scrivio di Serra San Bruno. Edificata fra il X e l’XII sec. da Bernardo Moreno, architetto del Dipartimento di Monteleone, ritroviamo la Chiesa di Santa Domenica.

Ruderi del Convento Agostiniano sono un altro complesso architettonico da visitare, dedicato a Nostra Signora del Carmine, che fu edificato nel 1534 e successivamente ampliato. Il Convento è composto da una Chiesa grande, quattro Cappelle, un Convento Claustrale con cortile murato, oggi, questo Convento Basiliano è stato trasformato in azienda agrituristica. L’economia di Torre Ruggero è prevalentemente agricola. Molti sono gli insediamenti produttivi sparsi nel territorio, la maggior parte a conduzione famigliare. Particolarmente rilevante la corilicoltura che ha dato origine a nuovi progetti imprenditoriali in particolar modo da quando il Comune di Torre di Ruggiero ha aderito all’Associazione Nazionale della Città della Nocciola.

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