Tropea

Lo scenario naturale esprime tutta la bellezza dell'ambiente mediterraneo, con l'aspro profilo delle falesie a testimoniare la lotta secolare tra terra e mare. Fra strade strette e piazze improvvise, il nucleo storico offre un susseguirsi di scorci suggestivi e viste sulle abitazioni a picco sulla rupe e sul mare di un intenso colore turchese. Simbolo di Tropea S. Maria dell'Isola.

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Piazza Ercole.

L'animato cuore della cittadina, il cui aspetto nasce dalle trasformazioni della fine del XIX secolo, deve il suo nome a quel Portus Herculis citato da Plinio il Vecchio e reputato all'origine dell'abitato. Domina la piazza, con un monumento a Pasquale Galluppi (1883), filosofo nato a Tropea, un palazzo dal settecentesco prospetto in granito con nicchie e ringhiere in ferro battuto, un tempo Sedile dei Nobili e oggi sede dell'ufficio turistico e di associazioni culturali; la torre campanaria, munita di orologio, è un'aggiunta nel 1892. La piazza si prolunga nel rettilineo corso Vittorio Emanuele, luogo di passeggio di abitanti e turisti, fino a una balconata a mare da cui eccezionale è il panorama sulla costa: a destra si nota lo scoglio di S. Leonardo; a sinistra, l'isoletta di S. Maria, oggi unita alla terraferma.

Cattedrale.

I restauri intrapresi nel 1926-29 hanno restituito parte delle antiche forme alla chiesa, innalzata in epoca normanna (XI-XII secolo secolo), più volte trasformata e rimaneggiata dopo il terremoto del 1783. La facciata presenta un portale archiacuto sormontato da un grande rosone, il suo lato destro è occupato da un portico del XIII secolo che si prolunga con un altro portico, seicentesco, di collegamento al Palazzo Vescovile. Notevole il fianco sinistro, con arcate e preziose tarsie; ricostruita è invece la parte absidale. Molte le opere custodite all'interno, alcune delle quali uniscono al pregio artistico un forte valore devozionale per gli abitanti di Tropea; anche le due bombe ai lati dell'ingresso, lanciate sulla cittadina nel 1943 e inesplose, si ricollegano alla fede popolare che ha attribuito il fatto alla protezione della Vergine. Nella seconda cappella a destra è custodito un grande crocifisso di fine Quattrocento, detto Crocifisso nero: si tratta probabilmente di opera spagnola che si dice portata dal mare sulla spiaggia vicina alla foce del torrente Vaticano. Presso l'ingresso alla sagrestia è addossato alla parete un rinascimentale sepolcro (1530), con due figure dormienti indicate dalla tradizione come fratello e sorella, mentre nella navata centrale si ammira un pergamo settecentesco in marmi policromi, con un rilievo cinquecentesco della Natività. Nell'abside destra la splendida Madonna del Popolo è un maestoso gruppo marmoreo di fra Agnolo di Montorsoli (1555); nell'abside maggiore una cornice d'argento racchiude la veneratissima immagine della Madonna di Romania, protettrice della città: è una tavola bizantineggiante forse della metà del XIV secolo ma con rifacimenti cinquecenteschi, che la tradizione popolare dice miracolosamente sottratta alla distruzione iconoclastica. Nell'abside sinistra si trova un ciborio del XVI secolo di fattura toscana, con rilievi e iscrizioni in latino e greco, sopra al quale è collocata una cinquecentesca Madonna di bottega siciliana, detta Madonna della Libertà perché ex voto della città per la mancata vendita di Tropea ai principi Ruffo nel 1613.

Museo Diocesano.

Ospitato nel Palazzo Vescovile, che forma un unico complesso con la cattedrale e il Seminario Vescovile, raccoglie una cospicua collezione di opere sacre provenienti dalla chiesa e dagli altri luoghi di culto della città e della diocesi. Il porticato di epoca sveva che precede il palazzo introduce nella sezione archeologica, con reperti di epoca protostorica provenienti dal territorio di Tropea e materiali da una necropoli di epoca tardoantica (V-VI sec. d.C.) rinvenuta nell'area della Cattedrale. Al secondo piano è allestita la sezione diocesana, che accoglie sculture del XVII secolo, dipinti sei-settecenteschi, oreficerie, reliquiari e antichi paramenti liturgici, con rari tessuti seicenteschi in perfetto stato di conservazione. Un intero salone è dedicato al Tesoro della Cattedrale, costituito da opere di pregevole fattura e di importanza storica: tra tutte si segnalano il bacolo di un pastorale gotico, opera di alta oreficeria quattrocentesca, le portelle del 1704 che proteggevano il dipinto della Madonna di Romania e la statua di S. Domenica, opera settecentesca di un argentiere napoletano. Chiudono il percorso espositivo la sala dedicata al pittore tropeano Giuseppe grimaldi (1690-1748) e la cappella privata di monsignor de Paù, con un pavimento in maiolica di Vietri risalente alla metà del XVIII secolo.

Via Boiano.

Da largo Duomo si può imboccare a sinistra questa stretta via, tra le più interessanti della città anche per la presenza di architetture sei-settecentesche. Tra queste, il Palazzo Braghò, tipico esempio di dimora patrizia di Tropea, con ricco portale settecentesco in pietra, ringhiere in ferro battuto, androne a volta e cortile interno. La via conduce a largo S. Francesco, ampia piazza di forma rettangolare (oggi dedicata a Pasquale Galluppi) sulla quale si allineano numerose dimore signorili barocche. Vi prospetta la seicentesca chiesa di S. Francesco, fondata nel 1295 per un convento di Minori, che presenta nell'interno resti di affreschi trecenteschi e, in fondo alla navata, la gotica cappella di S. Pietro ad Ripas, impiantata sull'originario oratorio duecentesco.

S. Maria dell'Isola.

In scenografica posizione sulla rupe dell'isolotto di S. Maria, oggi unito alla terraferma, il santuario venne fondato in età altomedievale come monastero benedettino e trasformato in età gotica e rinascimentale. Successivi interventi modificarono l'impianto originario: nel periodo barocco venne aggiunto in facciata un portico, poi murato per ampliare la navata centrale, e si costruì un piano superiore per le abitazioni dei monaci; la facciata odierna è dovuta a una ricostruzione iniziata dopo il terremoto del 1905. Sotto l'isola si apre la grotta del Palombaro, un passaggio che collega la spiaggia della Rotonda con quella della Linguata.

Le spiagge.

Un litorale sabbioso e bianchissimo, con acque incredibilmente limpide e fondali visibili anche a notevoli profondità, si estende ai piedi della rupe su cui è raccolta la cittadina: è la spiaggia della Rotonda, delimitata dallo scoglio di S. Leonardo, oltre il quale si stende la piccola e tranquilla spiaggia del Cannone, nascosta dietro il molo del porto turistico. Oltre l'isolotto di S. Maria, la lunga spiaggia della Linguata è amata dai sub per il mare cristallino e la bellezza dei fondali, coperta nei primi metri da uno scoglio piatto e compatto. Non meno attraenti sono le piccole calette che si aprono tra gli scogli. La spiaggia del Convento ha sabbia candida, interrotta sulla battigia da piccoli ciottoli levigati dal mare. Da Tropea si raggiunge in breve la zona detta Grotte del Cavaliere, con piccole spiagge racchiuse tra le alte pareti di arenaria, luogo ideale per immersioni e snorkeling.

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