Valle del Neto

Superato il fiume Neto, che scorre incassato nel fondo di una valle rocciosa, il paesaggio abbandona di colpo i toni alpestri per aprirsi alla visione del versante ionico della Sila, più morbido e aperto. Tra castagni e ulivi, la vista spazia fino al mare, cogliendo l'altura di strongoli, Crotone e i dolci rilievi del Marchesato. Tra bulle alture, sopra un crinale scosceso sorge Caccuri, centro di produzione di olio d'oliva in un territorio ricco di sorgenti minerali. Il borgo è dominato da un castello di origine medievale, sorto nel luogo dell'antico castrum bizantino. Nato quindi come fortezza militare a difesa della valle, divenne poi dimora di famiglie nobiliari, che dal XV secolo, in poi ne modificarono l'aspetto originario, fino all'aggiunta nel 1885 di un rivellino e di una torre merlata a imitazione dei manieri medievali; una parte del castello è di proprietà comunale e ospita manifestazioni culturali. Degna di nota è anche la chiesa della Riforma, con un portale a bassorilievi, rosone e stemmi del 1544. Nell'abitato si conservano alcuni resti quattrocenteschi della casa in cui si dice nacque Cicco Simonetta, segretario di Francesco Sforza, che alla morte di Galeazzo MAria (1476) resse il ducato di Milano con Bona di Savoia per il piccolo Gian Galeazzo; fu fatto decapitare nel 1480 da Ludovico il Moro.

A pochi chilometri da Cerenzìa si visita il suggestivo borgo abbandonato Acerenthia, centro medievale che fu per secoli sede vescovile. La peste del 1528 spinse alla fuga moltissimi dei suoi abitanti e il terremoto del 1783 provocò gravi danni agli edifici, ma furono soprattutto la penuria di acqua e la difficoltà di arrivare nei pozzi sottostanti, in zone peraltro malariche, le ragioni per cui progressiamente il borgo si spopolò e fu definitivamente abbandonato nel 1862, quando venne fondato il nuovo abitato di cerenzìa. Sopra un alto rilievo di tufo a forma di isolotto, con fianchi di roccia alti oltre 200 metri, il borgo fantasma si erge come un tipico kastron bizantino, anche se viene fatto risalire all'antica Pumentum, fondata dagli Enotri ed ellenizzata da Crotone. Come sospeso nel tempo, è un luogo di rovine solitario e silenzioso, quasi sommerso dalla vegetazione spontanea.

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